Otto, piccolo guerriero della vita

Debora Moretto

Oggi vi racconto una storia..la mia!

Mi chiamo Otto, sono un Golden Retriever e da poco ho compiuto un anno!!

Amo guardarmi allo specchio..ogni volta penso che sono proprio un bel tipo, affascinante, posato, elegante, divertente.. poi però, succede che mi volto guardo papà e dice che sono un pagliaccio con una faccia da schiaffi, per mamma no invece, per lei sono unico.. “l’amore della sua vita”. Ma anche qui, ho un parere contrastante, non le credo molto, spesso vedo che bacia, abbraccia e coccola anche papà e mi tocca buttarmi in mezzo per separarli..non lo sopporto.. sono geloso!! Sapete come li ho conosciuti?

Mi vennero a prendere quando ero piccolo, all’epoca vivevo con altri cuccioli come me.. facevamo tutti lo stesso odore, amavamo giocare, rotolare e passavamo le nostre intere giornate a mangiare e dormire.Ricordo ancora le loro facce un po’ imbarazzate e un po' stupefatte nel vederci.

Prima di loro erano venute altre persone ed ognuno di essi preferiva un mio fratello rispetto ad un altro, ma con loro.. non so.. non capivo come gli altri potessero dormire OTTO GOLDEN RETRIEVERproprio in quel momento!! io.. io non capii più niente, il mio cervello era andato in tilt totale, fu come un fulmine, buttai giù le scatole di cartone di fronte a me e corsi da loro.. passai tutto il tempo ad odorarli, a saltare, giocare, mordere e dargli i baci.. imparai pure a fare le capriole, ma niente.. io la loro attenzione la volevo tutta per me!

Mi portarono via con loro, e lì in quel momento iniziò la nostra vita insieme.Le prime settimane furono molto caotiche, era un periodo che chiamavano “Natale”, feci conoscenza con molte persone nuove, alcuni amici, altri parenti dei miei genitori, e poi loro.. i nonni tipi simpatici hanno sempre in riserva qualche ottimo boccone da darmi!!L’inverno passò in fretta, ogni settimana mi portavano in un posto pieno di una cosa bianca e fredda, la chiamano neve,io mi divertivo a mangiarla anche se mamma e papà non erano molto d’accordo, preferivano vedermi correre veloce o rotolarci tutti insieme a terra, divertentissimo!!

Mi accorsi che con il tempo crescevo sempre di più, riuscivo a salire sul divano e sotto al tavolino in salotto, beh non ci passavo più!

Ogni mese c’è un giorno che è il più speciale di tutti, il mio, ricevo sempre qualcosa un gioco o un pupazzo.

Ricordo che una sera più di tutte era importante perché compivo sei mesi, dovevamo andare a mangiare il gelato… ma non me la sentivo molto..

Mi veniva da vomitare spesso, e i bisogni non riuscivo a trattenerli.

Appena arrivò mamma, spaventata mi portò giù, ma la boccata d’aria non cambiò il mio stato..sempre peggio.

Mamma mi portò in ospedale dove poco dopo arrivò correndo anche papà e i nonni, mi fecero subito diversi test e dopo molte ore di attesa, ci diedero il risultato, Parvovirus.

Fu un momento di vuoto generale, papà era pietrificato non riusciva a parlare, mamma invece tremante cercava di parlare con la dottoressa ma gli abbracci per me e le sue lacrime erano troppe.

Andai via con una signora, che mi attaccò subito a dei tubi dentro al mio corpicino e da lì per un bel po’ di giorni ho un ricordo offuscato. Non so dirvi molto. Ricordo che mamma e papà li vedevo poco e quando venivano erano avvolti da queste mega tute e mi toccavano con i guanti, i loro stati d’animo poi.. avevano perso il sorriso, erano solo lacrime.

C’erano giorni dove non avevo neppure la forza di tirare su la testa o di aprire gli occhi per guardali, ma sentivo le loro voci, sentivo che erano lì con me e a me bastava, per fargli capire che li sentivo muovevo a mala pena la mia codina.

I tubi ormai erano ovunque, mangiavo attraverso un tubo nel mio nasino e il pelo mi era stato rasato quasi ovunque.

Ero stanco, tanto stanco.

Tutti, infermieri e dottori erano intorno a me per pregarmi di reagire a questo male.. e poi sentii lei..la sua voce, disperata, era quella della mia mamma..

parlò molto, mi disse tutto quello che pensava di me, ero un cane forte, il più forte di tutti, l’unico che lei abbia mai avuto e l’unico che l’abbia mai amata tanto incondizionatamente, poggiò le sue calde mani sulla mia testa e mi disse di mandare via quel male, che se avesse potuto togliermelo e prenderlo lei non ci avrebbe pensato due volte, dovevo tornare ad essere il cane felice di prima, non sopportava l’idea di vedermi lì, disse che ero l’amore della vita suo e di papà e che entrambi non amavano nessuno al mondo più di me e che loro non avrebbero voluto vivere diversamente, non senza di me!

Non so dove trovai la forza, ma aprii gli occhi e le diedi una piccola leccata addormentandomi subito dopo, in un sonno pesante.

Amici, non so bene cosa successe, mi risvegliai il giorno dopo con un unico obiettivo: tornare da mamma e papà!

Fu stupore per tutti, i medici non credevano ai loro occhi, io quel male lo stavo buttando via! Stavo guarendo! Riuscii ad alzarmi e mangiare un po’, ma raccoglievo le energie solo per quel momento.. quando mamma e papà sarebbero arrivati.. e sapete cosa successe?

La scena si ripeté, stupefatti e increduli, fra dieci lacrime e un sorriso entrarono da quella porta ed io dimostrai loro che stavo lottando, che io sarei uscito da quella gabbia, ero sveglio camminavo con le mie gambe, mangiai tutto quello che mi portarono, il pollo bollito non fu mai stato così buono, rotolavo e cercavo di correre ma quei maledetti tubi me lo impedivano. Pochi giorni dopo tornai a casa.. certo non era proprio la vita di prima, dovevamo stare attenti a tutto quello che facevamo e come lo facevamo. Le medicine ci seguirono per tanti mesi e i segni di quella malattia li ho persi, da un paio di mesi a questa parte.

Avevo dei disturbi legati alle medicine e al virus stesso ad esempio ricordo che non riuscivo a contenere la pipì e dormivo tanto.

 

otto piccolo golden retriever

Però ragazzi, sono qui, sono qui a scrivervi la mia storia, a raccontarvela, quindi non rattristitevi per me, questo è e sarà sempre solo un brutto ricordo!

Ho compiuto un anno nel pieno delle mie forze, ho espresso un desiderio che spero con tutto il cuore che si avveri ed ho ringraziato di aver ricevuto il regalo più bello, grande e più importante di tutti: la mia vita stessa!

Quel gelato con il tempo poi lo mangiai, mamma e papà erano tornati a ridere!!

Ovunque andiamo ci portiamo dietro la nostra storia e la nostra esperienza, facendone tesoro e la condividiamo con tutte le persone che ci conoscono, la portiamo dietro con il sorriso, perché ci ha cambiato e ci ha insegnato molto, ci ha reso più forti ed inseparabili.

 

 

 

Amico che stai leggendo ora anche tu sei entrato nella mia vita e hai avuto modo di conoscere una parte di me.

Ti ringrazio per avermi dedicato il tuo tempo e ti rallegro dicendoti che sono tornato il cane felice di sempre, come sempre.

Io sono Otto...  piccolo guerriero della vita!

cucciolo mare

 

 

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