Brutis, un Golden Retriever eroico

Alessandro Manduzio

Siamo nel 2004, un sabato mattina come tanti altri, nella contea di Hudson, i coniugi Oreto decidono di portare i nipotini a fare una bella scampagnata, un picnic all'aria aperta, un maneggio nelle vicinanze e tanta voglia di divertirsi.

Due nonni, con due bimbi vivaci ed un cane, Brutis, splendido Golden Retriever di quasi 7 anni; classica giornata dove si stacca la spina, e dove l'unica preoccupazione dovrebbe essere solo quella di star attenti a non prendere troppo sole.

Purtroppo l'imprevisto è sempre in agguato e quella che doveva essere un semplice giorno di gioia e risate si trasforma in pochi attimi in un'esperienza dai risvolti difficili da dimenticare.

Con la coda dell'occhio, la nonna nota a pochi passi da uno dei bambini seduto sul prato, un serpente strisciare rapidamente verso la sua direzione. Sono attimi di tensione, dove il corpo si paralizza e la mente prova a reagire, e per quanto uno si possa sforzare, non succede nulla...

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Momenti inteminabili, rotti improvvisamente dall'avvento del cane sopra il serpente, che riescono a risvegliare la donna da quella apparente immobilità...un urlo richiama così l'attenzione del marito, che prendendo in braccio il bambino, lo allontana tempestivamente dal pericolo.

Lunghissimi attimi concitati con il cane che afferra vigorosamente il serpente in bocca e viene a sua volta morso.

 

- "Lascialo Brutis!!" ...sono le prime parole che la signora Oreto riesce ad articolare. In quello stesso istante il cane molla la presa ed il nonno, riesce a catturare il serpente e ad infilarlo nel piccolo congelatore che si erano portati per il picnic.cane golden retriever

Non c'è molto tempo per ragionare, il cane viene preso in braccio e portato di corsa in auto per dirigersi verso il veterinario più vicino. In macchina Brutis inizia ad avere dei mancamenti, vomita e non è certo un buon segno.

Arrivati alla clinica le condizioni peggiorano, ed il veterinario guardando il serpente, lo descrive come uno dei più mortali degli stati uniti: serpente corallo.

Il tempo passa, bisogna trovare l'antidoto, le neurotossine trasmesse dal morso iniziano a fare effetto sempre più inesorabilmente ed intanto i globuli rossi del cane sono in picchiata...

Dopo una serie di interminabili e frenetiche chiamate, quando le speranze di trovare questo antidoto sono ormai quasi nulle, ecco il numero giusto e la persona dietro l'altro capo della cornetta pronuncia le fatidiche ed agognate parole tanto cercate ed invocate: "Si, lo abbiamo!".

In una corsa contro il tempo concitata, ogni minuto che passa è importante, somministrato l'antidoto il cane riesce lentamente a stabilizzarsi in seguito anche ad una trasfusione di sangue.

I veterinari non sciolgono la prognosi, non sono ottimisti ed i coniugi Oreto decidono in ogni caso di riportarlo a casa.

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A discapito delle previsioni, nei giorni seguenti il cane trova la forza di mettersi in piedi, cammina un po' barcollando ma miracolosamente riesce, con il passare delle settimane, a riprendere una vita normale. Negli anni a seguire dovrà sottostare a controlli periodici del sangue, perchè le conseguenze ed i danni lasciati dal veleno rimangono una incognita, ma in fondo quel che conta è che sia riuscito a sopravvivere.

Premiato a Los Angeles con il Hero Dog Awards, Brutis consapevole o meno del pericolo che è riuscito a scongiurare al bambino, ha continuato la sua vita affianco ai suoi umani che sicuramente non potranno mai dimenticarlo e forse adesso nemmeno noi.

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