Argo: il nostro ultimo atto d’amore.

Argo Margo

L’incontro
Eravamo pieni di dubbi, legati a tanti aspetti. Il primo tra tutti: “E’ giusto prendere un cane?”
L’unica cosa certa è il nostro infinito amore per i cani, ma non ero sicura che saremo stati in grado di farti felice, viviamo in un appartamento senza giardino e senza ascensore. Da soli io e mio marito, non sapevamo se potevamo essere all’altezza, è un grande impegno!
Il caso e la fortuna ha deciso per noi, ha voluto che fossi vicino casa, eri rimasto l’unico della cucciolata e avevi già sei mesi, stavi seduto composto, ti abbiamo fatto salire in macchina e ti abbiamo preso con noi. Da quel momento è iniziata la nostra avventura.

ConoscersiARGO GOLDEN RETRIEVER
Eri sempre così calmo e pacato, non abbaiavi mai, una sola volta hai fatto i bisogni in casa, non hai mai fatto danni ed io ero spiazzata.
Pensavo di non renderti felice, non dimostravi il tuo affetto però ci seguivi sempre in ogni stanza. Ci siamo studiati per un po' ma con te è stato tutto facile, passeggiare, salire in macchina, facevi tutto quello che ti veniva chiesto e così tramite il gioco ti ho insegnato tante cose e  ti divertivi un sacco ed io con te.
Abbiamo comprato una casa con un piccolo giardino al piano terra perché così quando diventavi anziano non avresti dovuto fare tante scale.
Abbiamo fatto il corso di Pet therapy e siamo andati nella sala giochi degli ospedali a giocare insieme ai bambini. Il nostro feeling cresceva giorno dopo giorno, ci capivamo sempre io e te senza dire una parola. Tu crescevi ed io miglioravo ogni giorno con te, le nostre lunghe camminate, i viaggi sempre insieme perché insieme a te tutto era più bello.
In macchina ti sedevi e guardavi sempre fuori dal finestrino. Non c’è stato un giorno in cui non siamo usciti, neanche uno, il nostro motto era : - passo, zampa, passo, zampa - …neve, vento, pioggia, niente poteva fermarci, niente poteva toglierci quel momento così magico.
Dalle passeggiate riportavi sempre qualcosa ed eri così orgoglioso di farlo, alle volte ti lasciavo la busta della spesa e capitava che la gente che passava con la macchina si fermava a guardarti.
Quando ero preoccupata per qualcosa e avevo tanti pensieri per la testa, non interagivo con te e allora tu per attirare la mia attenzione facevi lo scemo, ti buttavi a pancia all’aria su un prato o dove ti trovavi ed era il tuo modo per dirmi: “ Ci penso io a farti sorridere!” , eri buffo, sbadato  e avevi una camminata bellissima, sembrava quasi volassi. Ogni volta capitava che qualcuno ci fermasse perché voleva accarezzarti e te non tiravi mai indietro, ricevevi mille complimenti su quanto fossi bello, educato, bravo. Anche all’ultimo ristorante in cui siamo andati ci hanno detto che non avevano mai visto un cane così educato. Grazie a te diverse persone hanno superato la paura dei cani. Ti ho comprato la museruola perché così vuole la legge ,a anche quando abbiamo preso traghetti e funivie, ti guardavano negli occhi e dicevano non serve, non te l’ho mai messa.
Non ti ho mai sterilizzato, non è servito, andavi d’accordo con tutti. Per mio marito era la stessa cosa o quasi, da lui prendevi più coccole e con me facevi più giochi e così avanti giorno dopo giorno, anno dopo anno, pensavo che bella età è questa, 6 anni, ormai ci capiamo al volo e te sei ancora giovane, possiamo fare tante cose insieme ancora, ma mi sbagliavo purtroppo. Venerdì 25 Gennaio a 6 anni e 3 mesi alle 13.30 usciamo per fare la nostra solita passeggiata, andiamo anche al parco e poi a casa per fare un pisolino visto che mi ero svegliata prestissimo. Mi sveglio e tu non sei accanto a me, ti cerco e sei in terrazzo steso che mi guardi ma non muovi neanche un muscolo, ti chiamo: “Argo vieni…”  le pochissime forze che avevi le hai usate per obbedire al mio comando perché farci felici era tutto quello che volevi, hai fatto pochi passi barcollando e sei crollato nelle mie braccia, ti ho sussurrato di stare tranquillo, che ti avrei fatto stare bene, ti abbiamo caricato in macchina, siamo corsi dal veterinario.
Primo responso: emorragia interna provocata da un tumore, poi l’ecografia confermava che l’emorragia c’era ma non si vedeva il tumore, evidenziava però che la tua milza era enorme, ti fanno le analisi ed erano inizialmente in tre poi in quattro poi chiamarono un quinto. Non ci facevano sapere nulla, ripetevano continuamente le analisi e noi sempre lì ad aspettare con ansia. Fino a quando ci dissero che pensavano che la macchina avesse sbagliato perché non avevano mai visto una concentrazione così alta di globuli bianchi. Tu speciale in ogni cosa.
Il secondo responso è peggio del primo, LEUCEMIA, paziente terminale, ha poche ore di vita forse giorni. I dottori mi chiedevano cosa volessi fare, vuoi portarlo a casa? E se peggiora? Siamo qui tutta la notte, vuoi lasciarlo qui così siamo pronti ad intervenire? Non c’è una risposta giusta, io pensavo solo che 5 ore prima eravamo al parco e non mi sembrava vero, non mi interessava neanche capire, sono riuscita a fare solo due domande: “Soffre?” la risposta è stata: “No, si sente però molto debilitato e comunque gli diamo qualche antidolorifico”.
La seconda è stata: “Cosa fareste se fosse il vostro cane?”, “Lo porterei a casa”. Proprio come pensavo. Non avrei mai potuto lasciarlo solo nel momento più difficile. Così ti portammo a casa, passammo la notte in bianco a sentire ogni tuo respiro. Riuscisti a fare pochi passi per fare la pipì fuori, la mattina venne tanta gente a trovarti per salutarti, avevi intorno tante persone che ti volevano bene. Ti caricammo di nuovo in macchina e ti portammo dal veterinario per un altro antidolorifico e per controllare la situazione degli organi interni.
L’emorragia si bloccò, mangiasti qualcosa e mi desti due bacini, come facevi tu, con il tuo muso sulla mia guancia.
Decidemmo di portarti al mare a mangiare la mortadella. Dopo di noi o forse prima, erano le cose che amavi di più, la mortadella e il mare!
Lo sforzo fu grande, arrivati a casa ti stendesti e iniziasti a respirare piano, facesti due passi per allontanarti da noi ed improvviso crollasti…

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Ultimo atto d’amore

Allora ho capito, ho capito che per te quello non era vivere.
Quando ho chiesto ai dottori se provavi dolore pensavo in realtà al dolore fisico ma non avevo considerato il tuo dolore più forte, sentire il nostro e non essere più in grado di far niente, non riuscivi più a metterti a pancia all’aria per farci sorridere, non riuscivi più a portarci le tue palline e qualsiasi cosa che trovavi per casa, eri tu la causa di tutte quelle lacrime e ti allontanavi o ci provavi.
Ho capito mio dolce Argo che non avevano senso tutte quelle sofferenze, pensavo che un solo minuto passato in più insieme fosse la cosa più importante ma te sei stato sempre più saggio di me, mi facesti capire che se non potevamo più farci felici il tempo non ha importanza e che soffrivi per questo. Per te avrei fatto di tutto. Mi alzai, ne parlai con mio marito, il tuo papà, ed eravamo entrambi d’accordo, chiamammo il veterinario che ci disse che era l’ultimo atto d’amore che potevamo fare per te.ARGO RETRIEVER
Ecco le parole magiche. Non ebbi più dubbi e venni assalita da una strana forza, ero stranamente serena, trovai la forza per te, pensavo solo che dovevo accompagnarti nel tuo ultimo viaggio, tu ti fidavi di me, ti avevo promesso che avrei fatto di tutto per non farti stare male ed era quello che stavo facendo. Dentro di me pensavo: “Devi avere lo stesso atteggiamento di quando lo porti al mare” e così feci, ti sussurrai tutte le cose belle che avevamo fatto insieme, fino alla fine, fino a quando quella puntura non ti ha fatto addormentare. Sono rimasta lì a raccontarti in che posto meraviglioso saresti andato poi il tuo cuore si fermò. Crollai.
Ora la casa è vuota, sembra più grande sai. Il tempo non passa più, aspetto ogni minuto che passa sperando che quello successivo sia meno doloroso.
Ho visto mio padre piangere per la prima volta in quarant’anni piangevano tutti perchè tu eri speciale.
Io non so come si vive senza di te.
Voglio che tu sappia che resterai per sempre il mio cane speciale.

 

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