La sindrome della coda fredda

Alessandro Manduzio

Un week-end al mare, una gita come tante fatta di corse, bagni, giochi con la pallina. Tutto procede nel migliore dei modi in nome della spensieratezza che da sempre contraddistinge queste fantastiche giornate con il proprio cane e dove tutto va come da programma. Torniamo a casa fisicamente stanchi ma mentalmente con le pile ricaricate, pronti per affrontare un nuovo inizio settimana di slancio. Tutto ad un tratto notiamo però un particolare che non riusciamo subito a mettere a fuoco, sappiamo solo che c'è un qualcosa di diverso nel nostro compagno peloso, un po' come quando si guarda quel magnifico quadro appeso in salone da anni ed i suoi dettagli, proprio perchè sono sottocchio tutti i giorni, tendono a passare in secondo piano assorbiti dalla bellezza del suo insieme. Questa mattina infatti non inizia con il solito buongiorno, non capiamo ancora esattamente il motivo e cerchiamo istintivamente di far mente locale, in fondo, chi conosce meglio di noi il nostro cane? Finalmente un particolare richiama la nostra attenzione, il suo incedere quasi incerto manca di un elemento fondamentale! La sua bellissima coda sempre in perenne e festoso scodinzolamento è ferma a penzoloni, immobile, sembrerebbe improvvisamente priva di vita, quasi come se fosse stata spezzata da qualcuno o qualcosa. Ma com'è possibile tutto ciò? Nella nostra mente passiamo freneticamente al setaccio le giornate appena trascorse cercando di ricordare una caduta, un movimento brusco, un salto spericolato... niente!

 

 

Non facciamoci subito prendere dal panico pensando al peggio, se vi riconoscete in questo breve racconto esemplificativo, forse il nostro cane semplicemente si è imbattuto nella sindrome della cosidetta Coda Fredda.

 

 

Con il termine coda fredda o rotta/morta/pendente, conosciuta all'estero anche come Limber Tail Syndrome oppure Cold Tail, si intende un problema focalizzato a livello delle fibre muscolari riguardanti principalmente il movimento della coda e relativi muscoli situati nel coccige. Colpisce in particolare i cani da riporto in acqua (Golden Retriever e Labrador in primis) ma si potrebbe estendere benissimo a tutti i cani da caccia e da lavoro in generale. Le cause principali sembrerebbero riguardare una certa predisposizione genetica unita ad alcuni fattori esterni quali ambienti umidi, lo stare confinati in posti particolarmente stretti per molto tempo, sforzo fisico esagerato senza la necessaria abitudine oppure sbalzi di temperatura dovuti a tuffi e nuotate; detto in soldoni, potremmo definirlo come una fastidiosa distorsione concentrata nel suo posteriore.

 

SINTOMI

 

Si può presentare dopo qualche ora oppure a distanza di uno/due giorni e riconoscerne alcuni sintomi non è particolarmente complesso, con un attento esame ad occhio nudo potremmo notare:

 

 

- Coda gonfia alla base

- Fastidio nel defecare

- Qualche problemino ad alzarsi/sedersi e sostanzialmente a camminare con una postura insolita (una coda in perfetto stato contribuisce in generale a mantenere l'equilibrio)

- Guaiti quando proviamo a toccare direttamente la parte interessata

- Coda rigida alla base per una decina di cm circa per poi cadere inerte (FIG:1)

- Coda completamente flaccida (FIG.2)

 

 

COME SI CURA?

 

C'è da dire che la problematica in sè non presenta particolari difficoltà nel guarire spontaneamente, nella maggior parte dei casi, dopo qualche giorno di assoluto riposo, lo spasmo di questi muscoli progressivamente si risolverà riprendo le normali funzionalità. Oltre alla logica cautela dei giorni seguenti quel che può in un certo qual modo favorire il recupero è l'applicazione di un panno caldo nella zona dell'attaccatura della coda. In casi più dolorosi si può ricorrere alla somministrazione di antinfiammatori ovviamente sotto supervisione del nostro immancabile veterinario di fiducia ricordando, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che anche in presenza di una patologia relativamente semplice le prescizioni "fai da te", soprattutto senza conoscere minimamente reazioni allergiche o effetti, non sono mai la soluzione migliore.

Bisogna infine dire che esiste una certa predisposizione alla recidiva in cani che ne hanno già sofferto quindi se il nostro in passato si è già imbattutto in questi sintomi, prestiamo la necessaria attenzione.

 

A livello generale ed a scopo preventivo il consiglio è quello di asciugare sempre bene la base della coda dopo un bagno o dopo una bella passeggiata sotto la pioggia battente.

 

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