Maria e Cicciomax, un amore che supera ogni barriera

Maria Astuto

Da bambina appena vedevo un cane impazzivo, cercavo di evadere dal passeggino o lasciavo la mano di mia mamma e correvo per accarezzarli, abbracciarli, coccolarli e soprattutto parlare con loro. Non mi curavo di quanto fossero grandi e di quanto io invece fossi piccola. Era un richiamo fortissimo ed io non potevo non ascoltarlo. Non mi lanciavo come un razzo e non li travolgevo perché anche se nessuno me lo aveva insegnato, nonostante fossi così piccola, sapevo che li avrei spaventati, che non era il modo giusto di interagire con loro. 

Mi avvicinavo con calma, facevo odorare le mie mani, accarezzavo il loro dolce musetto e gli sussurravo parole piene di amore, quando dovevo salutarli li abbracciavo e promettevo che ci saremo rincontrati e che un giorno avrei realizzato il mio sogno più grande. Mia madre non è stata mai contraria ad avere un cane ma ha avuto 4 gemelli,( ebbene sì, avete capito perfettamente, 4 gemelli!!) come potete ben capire non gli avrebbe potuto dedicare le attenzioni adeguate che meritava. Mi ripeteva sempre che un cane non è un giocattolo ma è un componente della famiglia che va seguito, amato e curato come un figlio, meritevole delle stesse attenzioni e del medesimo tempo, tempo che non aveva. Tempo che ha dovuto dedicare soprattutto a me, la più delicata tra i miei fratelli.

All'età di 7 anni, mentre dormivo nella mia casa al mare accanto alla mia adorata Tata, iniziai a sentire dei formicolii lungo le gambe, ricordo bene quella notte, mi svegliai e dissi: : "Tata, Tata ho le formiche sulle gambe, Tata sento tante formiche che mi camminano sulle gambe", la mia dolce Tata mi tranquillizzò pensando che si fossero semplicemente addormentate , mi fece un breve massaggio e le mie gambe si svegliarono e continuai a dormire tranquilla. Dopo qualche giorno, le formiche si ripresentarono, ma purtroppo formiche non erano e improvvisamente non sentii più nulla, il formicolio smise, le mie gambe fino alle dita dei piedi si gelarono e non riuscivo più a muoverle, in realtà non le sentivo più. Per una serie di casi fortuiti, nonostante fosse notte, fosse il 15 Agosto e fossimo a Ischia, riuscì ad arrivare il mio ortopedico che per puro caso si trovava in vacanza lì, dopo una breve visita si rese conto della tragica situazione e iniziarono una serie di telefonate che mi portarono dopo qualche giorno in un paese lontano della Normandia a Berck sur mer, in una clinica specializzata di neurochirurgia e deformazione del rachide, dove ho subíto due interventi molto delicati ma che mi hanno salvato la vita e con tanti sacrifici mi hanno permesso di camminare e condurre una vita normale.

Nel 2007 la mia vita viene colmata dall'amore e si realizza il mio sogno più grande, quello più atteso. Entra a far parte della nostra numerosa famiglia Cicciomax!!! Una pallina di pelo dorata, così piccina e indifesa era impaurito di tutto, strappato alla mamma troppo presto, proveniente da una famiglia che non poteva curarsi di lui, è stato salvato da mio fratello e portato al sicuro a casa nostra. Ricordo ancora quel giorno, mio fratello che rientra con un piccolo peluche tra le braccia, quanto eri piccolo amore di mamma. Hai rapito in un secondo, con un solo sguardo il cuore di tutti noi. Sei entrato all'improvviso nelle nostre vite, eravamo totalmente impreparati al tuo arrivo e non avevamo nulla di pronto per te ma, abbiamo capito che non si deve essere pronti, tu ci hai insegnato a lasciarci andare al tuo amore così incondizionato e disarmante, così puro e semplice. Da quel giorno hai rivoluzionato la nostra intera esistenza. I tuoi primi mesi di vita sono stati difficili da superare, una severa gastroenterite ti stava portando via da noi, via da me amore mio. Due volte al giorno dovevi fare delle flebo e tu eri così piccino, io e il tuo fratellone ti portavamo dal veterinario, il nostro Dottor Mohamed, un signore paffuto e tanto dolce, di origine pakistana con accento napoletano, tutt'ora sentirlo parlare ti rallegra la giornata, un grande amante degli animali con un karma invidiabile che riesce a calmare ogni volta le mie ansie.

Ogni sera mi stendevo accanto a te e cercavo di darti il calore che avresti dovuto ricevere dalla tua mamma dalla quale ti hanno staccato troppo presto, ti coprivi, mi aiutavo con una borsa di acqua calda e ti accarezzavo pregandoti di non mollare e restare con me, perché già ti amavo follemente. Invece di migliorare peggioravi, si aggiunsero altre flebo e litri di bactrim da somministrarti e tu diventavi sempre più piccino. Il veterinario dopo un po' mi insegnò a farti le flebo a casa, l'unica che insieme a Ciro il nostro fratellone aveva il coraggio di farti. La farfallina era così grande rispetto a te, tu mi guardavi con quegli occhietti tristi e impauriti ma consapevole che la mamma lo faceva per il tuo bene. Mentre aspettavo che la flebo finisse, tu con la testa abbassata mi chiamavi con il musetto e delicatamente poggiavi la tua zampotta così piccola sulla mia mano, come per dirmi: “Mamma, so che lo stai facendo per il mio bene anche se mi fa male”. In quel momento mi sono tanto rivista in te, quando ero piccina ed ero in Normandia e i dottori purtroppo dovevano farmi delle cose dolorose, io li guardavo e gli prendevo la mano e dicendogli: "Dottori, non preoccupatevi se mi fate male, so che non volete, lo state facendo per il mio bene ed io vi ringrazio". Tu, così uguale a me. Il più piccolo e delicato della cucciolata proprio come me. Così piccolo ma così resistente come la tua mamma. Da quel momento si è creato il nostro rapporto così speciale. I nostri giochi, i nostri silenzi, grazie a te ho scoperto un nuovo mondo, in realtà è lo stesso ma ho imparato a guardarlo come lo guardi tu, attraverso i tuoi occhi e la tua calma, le nostre infinite coccole, le nostre lunghe passeggiate che ci godiamo soprattutto a Ischia, la nostra isola verde. Mi hai insegnato la semplicità, ad essere felici con niente, essere felici grazie ad una giornata di sole ed una pallina. La tua infinita passione, le palline. Non hai mai amato i peluche infatti li hai decapitati e distrutti tutti dopo poco, questi sono gli unici danni che hai fatto in 11 anni, porre fine alla vita dei peluche. Sei sempre stato buonissimo, non hai mai distrutto nulla anche quelle rare volte che sei rimasto solo. Sei così speciale Cicciomax!

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La nostra vita insieme è trascorsa senza particolari problemi fino a due anni fa, quando purtroppo ho iniziato a star male di nuovo. Quando la mamma è rientrata a casa per la prima volta sulla sedia a rotelle, tu mi hai abbaiato contro, ne avevi paura e non riuscivi ad accettarla, non ti sei più avvicinato a me ed io quanto ne ho sofferto, poi hai capito che quella sedia aiutava la mamma, hai iniziato piano piano ad avvicinarti con la pallina chiamandomi per giocare ed io avevo gli occhi e il cuore pieni di gioia. Da quel giorno abbiamo costruito il nostro nuovo rapporto. Il nostro nuovo modo di giocare, di farci le coccole. Non hai più avuto paura della sedia, ora adagi la tua meravigliosa testolina sui miei poggia piedi e mi guardi con quegli occhi così dolci e pieni di amore che mi commuovono. Prendi la mia mano con la tua zampotta e mi consoli ogni volta che torno dall'ennesima visita andata male o semplicemente dai miei momenti di sconforto, ed io mi perdo in te, sei l'unico che davvero riesce a farmi dimenticare tutto il dolore e mi calma davvero. Io mi colmo di te Cicciomax. Come non potrei. Sei sempre stato speciale per me, ma ora posso dire davvero quanto sei terapeutico e ti ringrazio di salvarmi ogni singolo giorno amore mio. Ti prendi cura di me ed io cerco di fare l'impossibile per te, spero di riuscirti a dare almeno in parte quanto tu dai a me. Siamo talmente in sintonia che riesco a capire con un solo sguardo quando qualcosa non va, se hai male all'orecchio ( alla lecchia come la chiamo io), perché è arrossato, in che punto del corpo è spuntato un nuovo porretto, che sistematicamente facciamo controllare al Dottor Mohamed che ogni volta mi rassicura dicendo che è dovuto all'età che avanza. Al tempo che passa non ci voglio pensare amore mio, perché mi manca il respiro, cerco di godermi tutto il tempo trascorso insieme. La settimana prossima la mamma ritornerà in Normandia, con la speranza che anche questa volta possano restituirmi la vita, è la prima volta che ci separiamo, ed io penso a te, mi domando se starai bene e come prenderai questo distacco, anche se so che sei in buone mani, che il nonno e papà ti faranno ingrassare a dismisura, che nostra sorella Valentina e Eddy ti faranno fare tante passeggiate.

 

 

Caro Cicciomax, non so se accadrà ora, ma ti prometto amore di mamma che prima o poi camminerò di nuovo e torneremo a fare le nostre meravigliose passeggiate che mi mancano tanto.

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