L’inverno è nella mia testa, ma un'eterna primavera è nel mio cuore

Roberta Bellatreccia

Camilla voleva un cane. Io quel capitolo lo avevo chiuso. Avevo avuto King, a dieci anni, un meticcio di pastore tedesco. King era libero dentro, scappava in continuazione, anche per giorni, e io troppo giovane e troppo inesperta, non sapevo gestirlo. E poi era morto (a sedici anni) due mesi dopo la morte di mia madre. Troppo dolore. Basta così. Ma i figli, loro si che sanno shakerare per bene tutte le tue convinzioni. Quindi, a giugno 2012 è arrivata Easy. È anche lei, terza figlia dopo Daniele e Camilla, mi ha completamente rivoluzionato la linea del tempo. Dal primo giorno che siamo uscite insieme ho capito che era la mia porta magica, il mio "Stargate" verso la mia infanzia. Con Easy sono libera, non esiste il dolore di un passato non metabolizzato. Non esiste la paura di un futuro troppo spesso percepito minaccioso. Esiste il qui e ora.easy roberta bellatreccia 2

Solo noi, l'alba, il mare, il profumo di salsedine, del forno che comincia a lavorare, il rumore delle onde, dei banchi al mercato che cominciano a montare, e il calpestio dei nostri passi, sincronizzati ma liberi, senza guinzaglio, perché cavolo, uscire all'alba ha anche questo di vantaggio. Quasi del tutto assenti le distrazioni, i pericoli. Ecco come è nato il nostro legame. Il primo anno di vita lo abbiamo passato in pineta, tutte le mattine alle sei,estate e inverno, pioggia o sereno. Buio pesto e solo un viale illuminato. Lei piccolina mi trotterellava davanti, e io ogni tanto, con una manciata di wurstel nelle tasche sempre unte, mi nascondevo. Ha imparato così a non perdermi mai di vista, e oggi come dice mio marito abbiamo il “wifi”. Con Easy ho imparato che le regole si possono rompere: “il cane non deve andare in giro per casa, deve rimanere in veranda”. Così mi aveva insegnato mio padre, (che oggi se la porterebbe pure al cesso la mia Easy :)). E io inizialmente, ottusamente, così replicavo con Easy un modello educativo. Camilla, la mia saggia Camilla, una volta mi chiese: “ma davvero vuoi rinunciare a goderti Easy per tutto il tempo nel quale sei a casa ma non in veranda?”.

 Adesso mentre scrivo è sul letto con me. Molti mi chiedono da dove io tragga l'energia e la costanza per portarla fuori all'alba ogni singola mattina di ogni singola stagione dell'anno. La verità è che io vado a dormire emozionata, al pensiero dei percorsi che ho in mente di fare, delle foto che mi piacerebbe scattare, delle canzoni che mi piacerebbe cantare mentre cammino con lei. Perché io quando sono con Easy canto tanto! E ogni oggetto, ogni luogo,ogni colore, ogni strada mi ispirano un'idea per uno scenario da catturare con il cellulare più incidentato della storia, fra cadute in acqua, sulla sabbia, sugli scogli, anche nella sua pipì è capitato.easy roberta bellatreccia

Ed Easy ormai conosce esattamente le mie preferenze. Se c'è una panchina, un tronco, una statua, una scultura, lei autonomamente ci sale sopra o ci si accuccia accanto. Come d'altra parte io capisco al volo i suoi sguardi, e se improvvisamente si ferma accanto a una macchina è perché sotto ha visto una pigna, e allora si aspetta che io mi allunghi sull'asfalto tipo "meccanico in officina" per uscire da sotto la macchina lercia ma vittoriosa, e consegnarle il trofeo che lei ama sgranocchiare. Easy è la mia parte bambina, quella con la quale prima o poi farò pace. “L’inverno è nella mia testa, ma un'eterna primavera è nel mio cuore.” Se io fossi una frase sarei questa. Perché il mio cuore è sempre pieno di voglia di vivere, di ottimismo, di accoglienza, di leggerezza, di coraggio sfrontato e di tonnellate di empatia. Ma la mia testa… quella è piena di lati oscuri.

Di stanzette piene di ragnatele, locali bui e pieni di quarant'anni di muffa che ha danneggiato le pareti. La verità è che io soffro da venticinque anni di disturbi alimentari, e anche se la mia famiglia è meravigliosamente presente e accogliente, è comunque fatta di esseri umani, che a causa della stanchezza hanno anche tanti ”se” e tanti “ma”. Easy no. Easy è amore incondizionato. Easy sa tutto di me, e “semplicemente” mi ama di un amore senza sovrastrutture, senza impalcature psicologiche complesse e per questo fragili. “Semplicemente” mi ama perché esisto accanto a lei.

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E senza questa sua totale e completamente avvolgente “accettazione” io sarei completamente persa. Io, che certamente non vado fiera di non essere riuscita ancora a vincere la mia sfida con il cibo neanche per amore dei miei figli e di mio marito, io che senza lo sguardo innamorato e completamente puro di Easy... sarei persa.

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