Emma, molto di più di un Service dog

Maurizia Picollo

 

Io ed Emma ci siamo conosciute un anno fa, il giorno del mio compleanno. Emma era piccolina, molto tranquilla e serena ma forse la meno intraprendente della cucciolata. Con qualche dubbio dell ’allevatrice e dell’addestratrice che mi ha seguito in questo percorso, ho scelto lei piuttosto che uno dei suoi fratelli sicuramente più reattivi al gioco e dinamici. Ci assomigliavamo e oggi sono certa di avere fatto la scelta giusta;

Emma continua ad essere un cane tranquillo ma ha acquisito sicurezza, è anche una buona lavoratrice e adora giocare sia con me che con gli altri cani.

Io sono in sedia a rotelle e la decisione di condividere nuovamente la mia vita con un cane è stata lunga e piena di incertezze. Sarebbe stato il mio quarto cane, il primo però da gestire sin da subito in piena autonomia: vivo da sola, lavoro parecchie ore al giorno e la paura di non riuscire a gestire Emma e darle tutto quello di cui un cane ha bisogno era tanta. Così ho cercato una associazione specializzata in addestramento per i cd. service dog (definizione che non amo) ma le difficoltà sembravano tante; le associazioni sono poche e si trovano in luoghi diversi dalla mia città e quindi quella strada non era percorribile. Il fatto poi di non potermi godere un cucciolo sin dai suoi primi mesi di vita non mi convinceva; ho sempre pensato che un cucciolo potesse abituarsi più facilmente a vivere con me e le mie problematiche piuttosto che un cane adulto.

Ho così contattato diversi addestratori e ho conosciuto Susanna con cui ho cominciato a vedermi una volta alla settimana, al suo centro di addestramento, per un paio di mesi. Facevo lezione con i suoi cani o con altri cani dei clienti del centro per tastare le mie capacità a gestire delle semplici passeggiate; il risultato è stato buono. Poi una allevatrice, già contattata in precedenza, ha avuto una splendida cucciolata e a quel punto bisognava decidere ...

Io ed Emma ci siamo viste in allevamento, al centro di addestramento e infine il 24 giugno 2017 è venuta a casa con me. E' stata sin da subito un cane piuttosto facile da gestire sia in casa sia fuori; abbiamo cominciato a fare piccole passeggiate insieme, due volte al giorno. A dirla tutta, il problema principale inizialmente non era che lei tirasse al guinzaglio ma che stesse spesso seduta, suppongo soprattutto per timore dei rumori e del traffico della città. Con l’aiuto di qualche bocconcino e rispettando i suoi tempi, Emma ha cominciato a gradire le passeggiate e ad apprezzare le meraviglie dei giardini cittadini...tanto verde e altri cani con cui giocare.

Oggi adora stare in giro e io cerco di assecondare questa sua passione (che condivido) e si siede solo quando è ora di tornare a casa ...prima o poi ci faranno pagare l’Imu per i giardini di zona perché sono la nostra seconda casa!

Dopo un corso di educazione base, intrapreso sin da subito e durato circa tre mesi, sia al centro di addestramento che nella zona in cui vivo, poiché per me era fondamentale uscire con lei in sicurezza, siamo passate all’addestramento. Questo è stato fatto assecondando l’indole di Emma che ha sempre prediletto usare le zampe e all’inizio faceva fatica ad usare la bocca. Ha imparato così ad aprire e chiudere le porte con le zampe, ad accendere e spegnere luce, e oggi adora persino prendere e riportarmi oggetti, utilizzando proprio la bocca (il nostro nemico continuano ad essere solo gli oggetti di metallo ma come darle torto!).

Ad un anno di distanza posso solo dire che oggi Emma è la mia migliore amica ...buona, dolce ma anche testarda e permalosa quasi quanto me! Ci siamo trovate, siamo simili; sicuramente non ha tutte le caratteristiche del cane da lavoro ma ha quelle che fanno per me: ha pazienza, si impegna ed apprende solo se capisce veramente quello che deve fare, è attenta quando è al guinzaglio (sia che indossi la pettorina che il collare), si ferma e mi aspetta quando io devo salire/scendere dagli scivoli dei marciapiedi o superare qualche gradino (per ora non sbuffa neanche se sono troppo lenta ma chissà ...).

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E poi attira l’attenzione su di lei e la toglie da me: io amo uscire e stare all’aria aperta, senza per forza dover andare da qualche parte o vedere qualcuno, ma in sedia a rotelle spesso è faticoso. Le persone ti guardano, ci sono mille ostacoli e così spesso se non era per andare a lavorare, incontrare amici o svolgere altre incombenza, rinunciavo ad una semplice passeggiata. Ora Emma mi costringe ad uscire, senza necessità di dover "fare qualcosa", gli sguardi delle persone sono tutti per lei e non più per me (o per la mia sedia) e lei è pure felice di essere al centro dell’attenzione, vanitosa com’è! Se poi incontra qualcuno non di suo gradimento, mi guarda come dire "andiamo ma" e prosegue altezzosa; è fantastica nella sua dolcezza mista a quel giusto amor proprio ed egoismo che io spero di riuscire presto ad apprendere dalla mia amica.

 

 

Abbiamo ancora tanti obiettivi da raggiungere io ed Emma, primo fra tutti, quello di riuscire a farla venire con me al lavoro. La legislazione in materia di cd. service dog in Italia è ancora molto scarsa e, per quanto vengano citati in accordi Stato - Regioni, non esiste ancora un vero e proprio riconoscimento ...noi però ci stiamo impegnando perché questo avvenga! Se posso dare un consiglio a chi ha un problema come il mio e desidera condividere la propria vita con un cane, dico solo di farlo, di provare, e di puntare sulla relazione e la condivisione del tempo... con tanta pazienza e costanza poi il nostro amico capisce anche come aiutarci ed è felice di farlo!

 

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