Il Primo Cane

Luca Claudio Picchi
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6 minuti

Avere il desiderio di possedere un cane tutto per noi è una sensazione abbastanza comune, ma la realizzazione dell’idea deve essere ben ponderata. Ognuno di noi può avere più di un motivo per desiderare un cane, ma non dobbiamo mai dimenticare alcune cose fondamentali, che molti o non si immaginano o sottostimano.

Un cane, peggio se cucciolo, è un grosso impegno, che durerà quanto meno il tempo della vita del cane. Purtroppo mi è capitato di conoscere persone che dopo avere comprato un cucciolo ed avere provato i sacrifici iniziali, se ne sono disfatte o regalandolo a terzi, o abbandonandolo al canile, o peggio facendolo sopprimere. Vi sono razze, soprattuto i cani nordici, geneticamente più vicini al lupo, che mal sopportano l’abbandono come ad esempio “l’esclusivo ed autonomo” Chow Chow, che può non consolarsi mai se abbandonato dal proprietario.

Per non arrivare a questi punti è bene conoscere le difficoltà che dovremo necessariamente superare nel crescere un cucciolo o comunque nella gestione di un cane.

Se decideremo di acquistare un cucciolo dovremo sapere che “in ogni caso” la nostra vita e/o la nostra casa saranno stravolte, per alcuni in modo positivo e per altri in modo altamente negativo.

Il cucciolo arriverà a destinazione scombussolato dall’essere stato “estratto” dal suo gruppo e da sua madre, probabilmente nel viaggio vomiterà per il mal d’auto, appena a casa e posato in terra la prima cosa che farà sarà la pipi e così avrà inizio la vostra avventura insieme.

Le prime cose da sapere sono che il cucciolo farà la pipì tutte le volte che si sveglierà dal suo sonnellino, come alla fine di una corsa sfrenata per il gioco, che prevedibilmente dopo avere mangiato farà anche popò, che, per il cambio di ambiente ed alimentazione, probabilmente sarà anche diarroico, che, se lasciato solo, forse vi si sdraierà sopra sporcandosi senza possibilità di essere lavato, non avendo ancora effettuato tutte le vaccinazioni. (vedere articolo CUCCIOLI e BISOGNI IN CASA )

Per evitare che la vostra casa venga adibita a latrina del cane per i prossimi sette/otto mesi, dovreste portarlo fuori anche 16 volte la giorno, nel periodo che va dai sessanta e gli ottanta giorni, per scendere a otto volte verso i cinque mesi e via a calare. Altrimenti potrete ricorrere alle traverse o ai giornali con il rischio che appunto la cosa duri mesi e mesi e diventi sempre più difficile sradicarla.

Quindi chi può dedicarsi a tempo pieno al cucciolo è bene che si sacrifichi a fondo per una quindicina di giorni, per “respirare” nell’immediato futuro.

Prima ancora di portare il cane a casa, è bene sapere che i tappeti, i fili della luce, del telefono, i caviglioli  e le gambe delle sedie e dei tavoli, i soprammobili alla sua altezza, i telecomandi, i libri, i giornali, gli occhiali, le scarpe, le ciabatte, mutande, reggiseni e calzini devono essere messi al “sicuro”, sia per l’incolumità del cane che degli oggetti stessi, magari limitando l’accesso al cane solo a qualche vano della casa. Mia madre mi diceva sempre che un cucciolo insegna a tenere in ordine la casa.

Il cane nei primi giorni dovrebbe essere lasciato solo il meno possibile e solo quando si addormenta, lasciando alla sua portata solo oggetti a lui dedicati, come giochi specifici, palle e bottiglie di plastica a perdere. Per chi ha un lavoro, l’ideale sarebbe programmare l’acquisto in concomitanza con le ferie, in modo da avere entrambi il tempo di affiatarvi, di prendere le misure e razionalizzare la vostra convivenza.

Chi ha invece l’idea di prendere un cane, sapendo di avere davanti a se otto o più ore di assenza da casa, dovrebbe trovare un sostituto che interrompa, con la sua presenza, il tempo almeno due volte nella giornata, oppure dovrà rassegnarsi ad avere la casa distrutta, piena di escrementi ed un cane bisbetico per crisi e noia da abbandono per molto tempo.

In ogni caso il cucciolo ha bisogno di socializzare, cioè sapersi relazionare con gli umani, con i suoi simili ed in genere con gli altri animali, senza contare le auto, i bus, i treni le navi, perché se volete veramente godere della gioia più bella che un cane possa dare, che è quella che vi segua dappertutto senza problemi, dovrete lavorare duramente e, cosa fondamentale, dovrete essere voi ad infondere fiducia a lui: se avrete paura che il cane abbai paura della metro, state tranquilli che il cane ne sarà atterrito, perché voi gli avrete trasmesso quella paura. (vedere anche articolo CENNI SULLA SOCIALIZZAZIONE )

Quindi, dai quattro ai sei mesi, il cane dovrebbe stare il più possibile fuori di casa per avere tutti quegli impulsi graduali dei rumori, dell’ascensore, delle  vibrazioni, degli agenti atmosferici, che lo aiutino a convivere con tutto ciò che esiste in una città. Ciò non vuol dire che dovrete traumatizzare il cane sottoponendolo a eccessi e stimoli continui: in medio stat virtus!

Le domande che vi dovreste porre, se siete onesti con voi stessi sono: sono in grado di assicurargli le condizioni di vita più favorevoli? Sono disposto a fornirgli le cure materiali, anche talvolta costose e il conforto materiale di cui necessita? Sono sicuro che si potrà adattare, anche secondo il tipo di razza al mio genere di vita (vacanziero, notturno, ecc.)e al mio carattere (i soggetti egoisti farebbero bene a riflettere)? Siete certi che il suo arrivo è bene accetto a tutti gli ospiti della casa?

Se l’esame di coscienza è superato si pone il secondo quesito: quale cane, di razza o meticcio, dall’allevamento, dal privato o dal canile?

il primo cane Non esiste una risposta razionale, esiste una risposta emotiva: vi trovate davanti un esserino che vi intriga e vi sentite che “è lui”, o invece vi siete innamorati di un particolare tipo di cane? Inoltre il vostro cane deve rispondere a particolari esigenze? Sulle razze esistono volumi corposi con qualità, predisposizioni e difetti che non possono essere riassunti in un articolo, ma di base i cani si dividono in grandi, medi e piccoli.

I cani grandi sono senz’altro più costosi da mantenere, sia in genere per il prezzo di acquisto, sia per la loro alimentazione, sia per la loro toilette, per il costo del letto, del collare ecc.e sono molto meno ben accetti nei locali pubblici alberghi e mezzi di trasporto. Difficilmente troverete un tassista disposto a far salire il vostro San Bernardo! Hanno anche maggiore predisposizione alla torsione dello stomaco, di solito sbavano in maniera industriale e sono senz’altro più impegnativi nella gestione, sia all’interno della casa che al suo esterno. Possono anche creare problemi di sicurezza, perché i mezzi fisici di cui dispongono sono senz’altro un argomento di cui si deve tenere conto. Un loro morso non lascia semplicemente il segno.

I cani medi sono senz’altro meno impegnativi e sono una via di mezzo con i cani più piccoli, che di solito sono anche sempre più nervosetti di carattere, anche se le ridotte dimensioni li rendono più facilmente gestibili.

Altra distinzione è quella dei cani da caccia, le cui specializzazioni qui vengono volutamente ignorate, che hanno comunque di solito uno spirito più intraprendente e portato all’esplorazione, cioè alla facilità di allontanarsi per seguire un odore ed infischiarsene del richiamo e normalmente richiedono molta attività fisica.

I cani da pastore sono molto più polivalenti ed hanno uno spiccato attaccamento al proprietario e alla casa, essendo selezionati per compiere e svolgere incarichi di sorveglianza in senso lato, come la guardia del gregge ed in sua assenza dei membri della famiglia. Variante di tali cani è razza dei Bovari cioè cani con identiche caratteristiche dei pastori, ma formata per la sorveglianza e la condotta dei manzi invece che delle pecore. Per la loro natura normalmente la gestione è la più semplice visto che la loro selezione è volta al servizio dell’uomo. 

I Cani da guardia, e fra questi rientrano anche molti cani da pastore, ad esempio il Pastore Tedesco o il Briard, ma anche cani dediti solo alla guardia, cioè specializzati per questo compito, sono stati selezionati per impedire l’accesso alla casa degli estranei o anche alla difesa della persona, come Dobermann, Rottweiller ecc.. La loro gestione non è facilissima e se il cane, oltre che il fisico, ha anche un temperamento aggressivo può far vedere i sorci verdi al proprietario e ai membri della famiglia.

I cani da compagnia, cioè quei cani, magari nati anche con scopi specifici, si pensi agli Yorkshire terrier, che venivano impiegati dai minatori inglesi per uccidere i topi nelle gallerie, ora vivono nelle borse delle loro bau-mamme, come i Barboni, i Maltesi i Chihuahua ecc. Da tenere presente che salvo vere rare eccezioni qualsiasi cane è un cane da compagnia!

E poi esistono i cani tutto fare e possono appartenere a razze selezionate come avere origini più che incerte, cani cioè che fanno la guardia alla casa, cacciano la selvaggina, e sono dei meravigliosi compagni di strada. Una cosa è certa che non ci si improvvisa cane da pastore neppure se vi si nasce, perché se il cucciolo non viene imprintato a sessanta/settanta giorni, mettendolo in mezzo agli armenti,  non potrà mai avere il cau-sense.

Qualunque cane sceglierete, se gli darete un minimo di affetto, esso vi ricambierà con devozione illimitata, perpetua comprensione del vostro stato d’animo, sacrificio di qualsiasi cosa, anche a costo della sua vita. Però, ricordate: voi dovrete essere la sua guida e non viceversa, perché mentre un cane riesce ad imitare un uomo, l’uomo non riesce ad imitare un cane.

  Non commettete l’errore di lasciare a lui la gestione del vostro rapporto, deve essere una partnership di cui detenete il 51%..


 

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