Unità cinofile da soccorso

Barbara Verdenelli

Può il mio cane essere addestrato per diventare  un cane da ricerca persone disperse?

Ci sentiamo spesso fare questa domanda, specialmente in questi periodi, dove si rimane incantati da questi eroi a quattro zampe e ci si spinge ad avvicinarsi a questa disciplina, non proprio leggera ma bensi ricca di parecchi sacrifici.

Intanto mi presento, sono Barbara e faccio parte delle unità cinofile da soccorso di Jesi, associazione censita dal dipartimento della protezione civile e in piedi nelle marche da trent'anni.

Il nostro obbiettivo è quello di addestrare unità cinofile, cioè dei binomi, cane conduttore per poi essere impiegate nella ricerca di persone disperse, sia in seguito ad una calamità naturale come può essere un terremoto, alluvione frana o valanga, oppure per la ricerca di  persone disperse per i più svariati motivi.

La nostra associazione mira inoltre a diffondere la cinofilia, e sensiilizzare le persone verso il rispetto del benessere animale, e promuovere le varie attività di protezione civile.

Il mio inizio nelle unità cinofile da soccorso è stato puramente casuale, presi il mio Golden tanto desiderato da un ragazzo che aveva una cucciolata di linea Canadese, non ero esperta della razza, ma mi incuriosì ed andai a conoscerlo, e quando arrivai a casa sua in aperta campagna di Cingoli, in questa casa colonica dal recinto gigantesco,  mi vidi sei golden rossi bellissimi venirmi incontro, tra questi c'era lui, Sax il papà della mia Naira, bello imponente e fiero, me ne innamorai. Era  un cane da ricerca.

Scelta la mia Naira incominciai ad approciarmi a questa discilina sulle orme di Papà Sax, prima con loro poi spostandomi per via di incompatibilità di orari con gli addestramenti nelle unità cinofile da soccorso di Jesi.

Il percorso è stato un po difficile per me, essendo anche guardia zoofila e facente parte di una nota associazione di protezione animali, la visione animalista di tenere il cane un po in una campana di vetro e di protezione mi limitava un poco in questo settore.  Qui dovevo sganciare dal guinzaglio Naira, dargli un cerca e vederla sparire tra i rovi in montagna, tra boscaglie immense e sentire la sua presenza solo da un sibilo di una campanella, era troppo per me.

Ho dovuto lavorare molto su me stessa, prendere parecchie bacchettate in addestramento per via dei miei stati ansiosi quando non la vedevo tornare subito. Col tempo imparai invece sulla mia pelle che costruire un buon rapporto col proprio cane è un filo invisibile ed indelebile di sicurezza e fiducia tra me e lei che nessun guinzaglio poteva equiparare.

Ritorniamo alle doti caratteriali e fisiche per diventare un cane da soccorso in superficie, non  ci sono particolari limitazioni di razza, possono esserlo tranquillamente quasi tutte le razze anche i meticci, la stazza invece è molto importante, è preferibile una taglia media e ovviamente che sia in buona salute fisica, il carattere gioca una componente importante, infatti sono richiesti un ottimo temperamento vivace, una tempra medio alta, e che sia estremamente docile e predisposto a cooperare con l'uomo.

L'importante è approciarsi a questa disciplina quando il cane è in tenera età, già dai 4 o 5 mesi il cane improntando tutto l'addestramento sul gioco imparerà ben presto a ricercare e segnalare con l'abbaio al figurante.

Tutto l'addestramento è basato sul condizionamento, il cane viene premiato e così rinforzato o con il boccone o un gioco ogni qual volta  che compie l'azione da noi desiderata, e si va avanti per gradi iniziando da piccole ricerche a vista fino ad arrivare a ricerche complesse. Il cane per associazione imparerà con meccanismi semplici che vanno da una  parola come il cerca, fino alla vestizione della pettorina da soccorso con campanella, che quel momento, è il momento importante, il momento del suo lavoro.

Per il resto il nostro amico per questa disciplina ha uno strumento infallibile e sensibilissimo che lo rende particolarmente abile e preciso più di qualsiasi strumentazione o lavoro umano, ed è il suo olfatto. Inutile soffermarsi sui dati scientifici di valori di mucose olfattive e recettori, l'olfatto del cane molto più sviluppato del nostro,è in grado di memorizzare odori e discriminarli, il cane in buone condizioni ambientali, identifica odori vecchi da mesi.

Il golden come tante altre razze viene impiegato principalmete per la ricerca da scovo o cono d'odore, ovvero ricercare nell'aria tutte quelle molecole o particelle lasciate da noi umani, diffuse poi nel vento e che vanno per essere più concentrate man mano che ci si avvicina al disperso.

Non dobbiamo far annusare indumenti , non segue una traccia, per cui il cane segnalerà qualsiasi presenza umana, per cui il fattore tempo, e condizioni climatiche sono essenziali.

I vantaggi della ricerca in superficie sono che il cane può bonificare minuziosamente intere aree, e non necessita di un indizio di odore.

Poi abbiamo la ricerca Mantrailing, ovvero seguire l'uomo, vengono impiegate alcune tipologie di cani, soprannominati dalla stampa,cani molecolari, e sono i segugi tra cui il Bloodhound o cane di Sant'Uberto.

Sono cani con un potere olfattivo eccellente, dovuto dalla conformazione strutturale fatta dai seni nasali più piccoli che permettono al cane di fare delle vere e proprie sniffate nel terreno e per una particolarità di questa razza che sono le sue pieghe nella fronte che in ricerca coprono completamente gli occhi rendendolo cieco e facendo si che  si affidi del tutto al suo olfatto per poter camminare in piena concentrazione.

La differenza della sua ricerca qual'è?? A differenza dei cani da scovo che vengono addestrati a ricercare l'umano senza distinzione alcuna, quindi in un ambiente boschivo segnalano qualsiasi persona, o in una zona di macerie trovano qualsiasi persona sotto sepolta, qua abbiamo un cane in grado di seguire una pista umana seguendo l'odore di una persona specifica,  dopo  aver fiutato un suo indumento non contaminato,riescono ad ignorare completamente altre scie di odore, e tecnicamente a fare una vera e propria discriminazione olfattiva.

E' una ricerca più tecnica, può essere impiegata anche in pieno centro abitato con l'utilizzo di apposito guinzaglione, il cane presa la traccia seguirà tutto il percorso fatto dal disperso.

Possiamo dire in pratica, dividendo i due principali metodi di ricerca, che abbiamo dei cani a teleolfatto, che sono tutte le razze che ricercano nell'aria le particelle odorose come se fosse un telescopio e cani molecolari o cani a megaolfatto che ricercano la pista nel terreno fatta da una persona come se fosse un microscopio.

Nel tempo i cani da soccorso vengono addestrati sia sulla parte di ricerca, in ambiente boschivo o nel campo macerie, dove si simula un vero scenario di catastrofe, che sulla parte di obbedienza, con condotta al guinzaglio e senza  tutti quei comandi come il terra, il resta che permettono di avere un cane sempre sotto controllo.

L'addestramento per diventare un cane da soccorso è molto lungo, ci vogliono circa due anni di preparazione, per poter accedere ad un esame di idoonetà davanti ad un giudice esperto, che al suo superamento potrà stabilire se il binomio è pronto o meno per essere operativo nell'emergenza rilasciando un brevetto di operatività.

Il binomio arrivato a questo traguardo avrà piena padronanza dei metodi di ricerca, sfruttando al massimo tutte le potenzialità del cane, avrà conoscenza di cartrografia, gestione dell'area, utilizzo del GPS, utilizzo dei sistemi radio, e conoscenza dei metodi di primo soccorso veterinario.

Quindi ritornando alla nostra domanda iniziale, oltre le doti fisiche e caratteriali del cane ,dato che stiamo parlando di  un binomio ,ultima cosa dopo la preparazione tecnica e  la più importante, sono tanto impegno, costanza, voglia di fare sempre, disponibilità massima a partire in un'emergenza anche in piena notte, e amore per il prossimo oltre che per i nostri splendidi amici a quattro zampe, il motore essenziale per essere volontari cinofili da soccorso.

Verdenelli Barbara UCS Jesi

 

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