La Piodermite

Sofia Stillitano e Luca Romano

Le patologie della cute sono tra le più frequenti nel cane.

La pelle è un vero e proprio  organo e oltre a svolgere  diverse funzioni è in grado di interagire con altri organi ed apparati ( sistema circolatorio, sistema nervoso, apparato endocrino ecc)

La cute, inoltre, svolge moltissime funzioni, per citare quelle più importanti si possono evidenziare le funzioni di difesa dall’ambiente esterno, quelle sensoriali, immunitarie e metaboliche.

Anatomicamente la cute è composta da tre strati di tessuto, l’epidermide ( lo strato più esterno), il derma e l’ipoderma (strato più profondo). piodermite

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Il termine piodermite non indica una specifica patologia, piuttosto indica una serie di malattie, sostenute da batteri, che coinvolgono la cute e che si possono manifestare clinicamente con sintomatologia differente in base agli strati colpiti.

I fattori predisponenti alla piodermite sono ancora materia di discussione in medicina veterinaria, il ph cutaneo elevato (>7,5) favorisce la proliferazione e la penetrazione dei batteri. Anche la diminuita funzionalità di barriera della cute può essere considerato un fattore predisponente.

Un ruolo importante lo svolgono anche concomitanti patologie infiammatorie sottostanti, specie quelle di natura allergica.

Si può considerare la cute come un micro ambiente popolato da batteri residenti (cioè che vivono proprio sulla cute), acari (demodex) e lieviti. Ognuno di questi microorganismi è presente su una cute sana e serve per prevenire l’insediamento di microorganismi (batteri, funghi, lieviti ecc) patogeni (cattivi).

Quando questo micro ambiente viene modificato insorge la piodermite.

Nel cane la piodermite solitamente è sostenuta da batteri stafilococchi.

Le piodermiti vengono classificate in base alla profondità della struttura coinvolta:

  1. Piodermite di superficie
  2. Piodermite superficiale
  3. Piodermite profonda.

A ciascuna di queste tre aree (piodermite di superficie, superficiale e profonda) appartengono numerose patologie, tratteremo solo quelle che si riscontrano più frequentemente al fine di non creare confusione.

Piodermiti di superficie:

L’infezione resta confinata allo strato corneo ( quindi lo strato più superficiale in assoluto della cute). Un sintomo importante è il prurito. Sono classificabili in:

a) Dermatite umida acuta

La tipica dermatite estiva, che affligge preferenzialmente i cani a pelo lungo.

Il fattore scatenante è il danno autoinflitto; si tratta di una conseguenza comune dell’allergia da pulci o di altre causa di prurito, alcuni autori ritengono che anche la formazione di un ambiente caldo e umido favorisca la proliferazione microbica. La diagnosi si basa sui tipici segni clinici ed anamnesi. In poche ore si formano ampie aree arrossate, con essudato ( liquido da semitrasparente a giallognolo) prive di pelo, fortemente pruriginose.

I cani a mantello lungo e folto sono più colpiti, specie durante i mesi caldo-umidi

b) Piodermite delle pieghe cutanee:

Il danno che si viene a creare in seguito al continuo sfregamento abbinato ad alterazioni delle ghiandole cutanee.

c) Piodermite mucocutanea:

 Si osserva principalmente a livello delle labbra e la cute periorale.

 

Piodermiti Superficiali

L’infezione resta confinata all’epidermide o al lume dei follicoli piliferi

a) Impetigine:

 Patologia tipica del cucciolo non contagiosa. Si ritiene possa essere favorita dalla presenza di parassiti, infezioni virali, carenze nutrizionali o ambiente malsano. La patologia di norma si risolve da sola senza la necessità di una terapia.

Piodermiti profonde:

È un’infezione batterica abbastanza grave.

I microrganismi infettanti invadono l’epidermide e il derma, a volte addirittura il sottocute. Molto frequentemente sono dovute ad una piodermite superficiale non trattata ,ma possono anche essere associate ad altre malattie che causano un danno cutaneo o deprimono l’immunità.

 

Nel trattamento terapeutico della piodermite occorre tenere conto che non è una malattia primaria, ovvero è causata da diversi fattori che occorre individuare e trattare alla base, tra questi fattori troviamo allergie (molto molto frequenti), ma anche problemi ormonali, parassitosi e predisposizioni di razza.

Quindi il primo passo nel trattamento terapeutico è il controllo delle cause sottostanti.

Altra componente molto importante nel trattamento è la scelta e la durata della terapia antibiotica.

 L’antibiotico selezionato deve essere somministrato per almeno 21 giorni per eliminare l’infezione e permettere alla normale funzione antibatterica della cute di riprendersi. L’uso inappropriato di basse dosi di antibiotico o la breve durata della terapia, può permettere la selezione di ceppi batterici antibiotico resistenti portando così a infezioni croniche/ricorrenti.

In corso di lesioni della cute pruriginose, quindi, è molto importante portare il vostro cane dal veterinario, che provvederà ad emettere una diagnosi e un protocollo terapeutico.

Quelle che ad un occhio poco esperto possono sembrare solo escoriazioni possono, se non trattate, dare origine a patologie molto più gravi.

Inoltre è fondamentale seguire ( in tutti i casi!!!) alla lettera la terapia formulata del medico veterinario ed evitare di smettere di somministrare i farmaci precocemente, sebbene possano sembrare dosi massicce eviteranno al cane ricadute frequenti e piodermiti croniche.

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