Cani da Giardino

Alessandro Manduzio

I cani che vediamo perennemente rinchiusi nei giardini, cortili o terrazze di casa, sono indubbiamente un triste spettacolo per chi decide di farsi una passeggiata per le vie del proprio quartiere. Sfortunatamente spesso non ci si ferma a pensare che sono costretti, il più delle volte, ad una noiosa vita priva di stimoli, con pochi o nulli contatti sociali, sopportando intemperie, freddo o la canicola estiva, sotto ripari inadeguati che molto spesso non tengono conto neppure del movimento del sole durante l'arco della giornata.

Immaginiamoci per un momento di vivere in un bellissimo castello. Tante stanze arredate, pulite e finemente arredate, un ampio balcone dove poter ammirare il paesaggio fuori dallle mura ed una schiera di servitori che ci forniscono oggi giorno colazione, pranzo e cena. Quanti di noi metterebbero subito una firma per trasferirsi e godersi la vita così??

Fermiamoci un attimo a dare una letta tra le righe di questo "contratto". In questo castello, privo di qualsiasi giornale, libro o telefono, è proibito l'acccesso ad altre persone ed i servitori, sempre molto indaffarati, si possono incontrare soltanto durante i pasti oppure quando riassettano le stanze . Ogni tanto ci è concesso un giro in carrozza ma con percorso predefinito, nessuna fermata intermedia e senza poter scambiare parola con nessun estraneo.

Quindi, fino alla fine dei nostri giorni, a parte mangiare, dormire o stare affacciati al balcone, altro non potremmo fare. Forse, non sembra più così tanto bello...vero?

I cani, come i lupi, sono animali sociali, vivono nel branco e per il branco, ben consci del loro posto e dalla certezza che viene nello stare insieme. A parte l'aspetto estetico (modellato per molteplici scopi dall'uomo) differiscono dal loro progenitore per un altro tratto distintivo, la domesticazione, ovvero la naturale capacità di convivere con l'essere umano.

Vivendo da secoli insieme a noi hanno imparato anche a dipendere da noi; il gruppo sociale apporta non solo benefici in termini di sicurezza, ma anche equilibrio psicologico, considerando che la stabilità emotiva dipende, oltre che dalle influenze ambientali, in gran parte dalla continuità del rapporto con i propri umani di riferimento.

Si potrebbe dire che il nostro cane, vive istintivamente per condividere le sue esperienze con noi, e la mancanza o la notevole riduzione di questo senso di comunione, crea quindi dei veri e propri cortocircuiti.

Il logorio psicologico legato a questa situazione di poca o nulla relazione, provoca in molti di questi cani chiari sintomi di disturbi ossessivo-compulsivi più o meno evidenti... l'inseguire con insistenza la coda, strapparsi ciocche di pelo, tic nervosi (come la cattura di immaginarie mosche) oppure leccate continue alle zampe o fianchi fino a provocarsi lesioni cutanee.

Oltre che verso se stessi, l'accumulo di tensione si rivolge l'ambiente circostante. Le molteplici buche in giardino oppure,  l'impianto di irrigazione completamente rosicchiato non sono semplici dispetti, concetto sconosciuto al mondo canino, ma sono evidenti segni di noia/stess da combattere.Lo scavare in forma compulsiva distrae e soprattutto l' uso dei muscoli maxillo-facciali per la masticazione contribuisce in particolare al rilascio di endorfine ( ormoni prodotti dal cervello per rilassarsi),  quindi il triturare è solo un tentativo di riempire questo frustrante vuoto emotivo; non dobbiamo stupirci se vengono prese di mira piante, sassi, canaline o il tubo per innaffiare, in fondo sono tutti comodi antistress a portata di bocca con tutte le conseguenze e pericoli del caso. Inutile rimproverare, d'altronde quando siamo nervosi, noi non ci mangiamo unghie, mastichiamo gomme oppure fumiamo una sigaretta dietro l'altra?

golden retriever

 

Tutto questo incide sull'umore aumentando l'aggressività verso qualsiasi cosa o persona passi davanti al proprio cancello e si risolve spesso in lunghe ed isteriche abbaiate. Indipendentemente dalla razza, i nostri amici sono naturalmente portati a reagire a tutti gli stimoli visivi e sonori che gli si parano davanti, quindi possiamo ben immaginare come, nell'arco di una intera giornata, la quantità di rumori sia talmente tanta e variegata da non permettere neppure di riposarsi adeguatamente, stando sempre in uno stato di allerta costante.

 

Se viene utilizzato con il fine di essere un mero "avvisatore acustico", bisognerebbe considerare che in ogni caso la sua efficacia dentro il perimetro delle quattro mura di casa é maggiore  rispetto all'esterno. Per un ipotetico ladro, sia di notte che di giorno, qualora l'oggetto del furto non è lo stesso cane (si accade anche questo) sarebbe molto più facile neutralizzarlo all'aperto, con sistemi sbirgativi e facilmente intuibili. Secondo i dati raccolti da Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente), soltano nel 2016 ci sono state 23500 morti per avvelenamento con numeri che continuano tragicamente ad aumentare esponenzialmente anno dopo anno.

 

Indubbiamente esistono cani che si adattano meglio di altri alla vita fuori casa, ma di certo, chi più chi meno, non esiste "cane da giardino" che non voglia sentirsi parte di un gruppo sociale.

Esiste l'errata convinzione che un cane, in quanto tale, abbia bisogno soltanto di spazio all'aria aperta, quando in realtà il suo benessere psicofisico non si misura assolutamente nei metri quadri che gli diamo a disposizione. Un cane ha bisogno di essere considerato, di potersi sentire parte di qualcosa e soprattutto ha bisogno di relazionarsi quotidianamente con tutti i componenti della sua famiglia. Molti incidenti, disgraziatamente si devono anche al continuo stato di semi-isolamento che questi poveri animali letteralmente subiscono.

Questo articolo è dedicato a tutti quegli amici emarginati dal loro branco di riferimento e che purtroppo non si sa bene per quale colpa da espiare, non hanno libero accesso alla casa; il giardino dovrebbe essere una risorsa in più da usare a piacimento e non una condanna....a vita.


 

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