Primo Approccio con l'Acqua

Alessandro Manduzio

C'è sempre una prima volta per tutto e chi ha un cucciolo da poco ha ben presente tutte quelle sensazioni che si provano ad essere testimoni di quel meraviglioso processo di acquisizione di esperienze ed insegnamenti che portano un giovane cane a rispondere ed adattarsi ai differenti stimoli esterni che gli si pareranno davanti uno dietro l'altro durante la crescita.

Pensiamo alla nosta genuina felicità misto ad una punta di orgoglio di fronte ad un primo "vieni" fatto senza indugi, ad una pallina riportata oppure banalmente (ma nemmeno troppo) la tanto attesa pipì fatta finalmente fuori casa. L'apprendimento è una fase importante ed essenziale nella vita di un cane e la nostra responsabilità dovrebbe focalizzarsi nel favorire un processo rispettoso della singolarità canina partendo sempre dal presupposto che nessun quadrupede è uguale all'altro. La maniera più semplice per metterlo a proprio agio di fronte ad un qualcosa di nuovo dovrà quindi rispettare le tempistiche individuali cercando di privilegiare un atteggiamento propositivo rispetto ad uno impositivo.

 

In questo articolo parleremo quindi di primo approccio all'acqua, provando a raccogliere alcuni piccoli suggerimenti generali da usare con l'obiettivo di favorire in particolare i nostri amici meno intraprendenti.

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AMBIENTE

Immaginiamo un cane che non ha mai visto la vastità del mare non conoscendone dunque consistenza dell'acqua, temperatura, il fragore delle onde, vento, sabbia e tutto quello che si può associare ad una normale spiaggia. Il primo consiglio si muove proprio nel cercare un approccio il più possibile soft. Se abbiamo la possibilità, possiamo cercare un piccolo lago dall'acqua abbastanza piatta e senza onde (spesso sono proprio queste ad incutere un certo timore), poca corrente e dal dislivello graduale; un luogo meno caotico e dispersivo può facilitare la concentrazione del nostro cucciolo solo sull'elemento "liquido". Osserviamolo nelle sue reazioni e senza imposizione alcuna lasciamolo libero di esplorare e sperimentare lo spazio circostante.

 

GIOCO

Il giocare di per sè è uno dei motori fondamentali per attivare tutti quei processi che attraverso il divertimento migliorano le capacità di adattamento a nuove situazioni,giocare cane in acqua rendono più sicuro un cane e rinforzano la fiducia verso il proprio umano. Il gioco in generale riesce a creare uno stimolo positivo ed una associazione mentale più diretta ed immediata aiutando in molte situazioni, agendo quasi come una sorta di rassicurazione e molla per superare determinati ostacoli. Abbiamo un GOLDEN RETRIEVER  ... giusto? E allora conoscendo le sue caratteristiche intrinseche proviamo a stimolarlo con il gioco del riporto! Un legnetto o una pallina (un qualsiasi oggetto che non vada a fondo) ed una volta preso dal gioco proviamo progressivamente a spingerci un po' più in avanti, prima solo nella battigia, poi fino a bagnare le zampe ed una volta che si troverà pienamente a suo agio potremmo provare anche qualche lancio che punterà a fare brevi tratti a nuoto. Senza fretta e sempre con l'intenzione di creare un'associazione positiva e divertente. Se il nostro cane ci prenderà gusto ricordiamo che, soprattutto le prime volte, l'atto del prendere e riportare sarà causa di grandi bevute involontarie quindi, se siamo a mare, occhio alla diarrea/vomito che ne potrebbe conseguire per colpa della salinità.

 

BRANCO

il branco

Un branco ha le sue regole e nella coesione ogni membro trova una sua collocazione ed una sua ragion d'essere che permette al singolo di rispondere come parte di un tutto e far fronte alle avversità. Ovviamente nel processo di domesticazione si è lentamente perso il senso di branco nel significato più selvaggio del termine ma qualcosa ancora è rimasto e lo possiamo vedere nell'estrema socialità del cane che lo porta spontaneamente, soprattutto in tenera età, ad avvicinarsi ai propri simili, inscenando inseguimenti, finte lotte e tutto quei comportamenti che creano confidenza e fanno sostanzialmente "squadra".

Dunque un altro stimolo che sicuramente potrà aiutare il nostro amico sarà quello di avere vicino altri cani già esperti nuotatori. Un po' per gioco, un po' per imitazione questi branchi improvvisati di cani possono essere un impulso molto forte per spingere il nostro cucciolo a vincere l'iniziale diffidenza.

 

 

UOMO/CANE

Se il significato del branco nel corso dei secoli ha perso la sua efficacia legata alla necessità di sopravvivenza, quello che invece ha continuato a rinforzarsi è stato il rapporto bipede/quadrupede. Il cane si è avvicinato all'uomo nel corso dei secoli vincendo i suoi timori, specializzandosi nei differenti compiti ed abituandosi ad ascoltare le richieste umane in un processo che al giorno d'oggi potremmo definire quasi istintivo. Il quarto suggerimento prova quindi a far leva sul nostro ascendente e sulla figura di riferimento che siamo diventati ai loro occhi. Entrando in acqua per primi con un atteggiamento calmo e rilassato potremmo spingerlo a seguirci in maniera molto naturale. Se lo farà dobbiamo ricordarci anche di insegnargli a rimanere al nostro fianco ma ad una certa distanza perchè le prime volte, specialmente se non abbiamo una muta, i graffi sulla nostra pelle saranno all'ordine del giorno.

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Il rapporto uomo/cane ad un livello più elevato non si esaurisce solo in questo ma grazie alla nostra collaborazione praticamente millenaria siamo arrivati con il tempo ad affinare tecniche collaudate di insegnamento rivolte a molte attività che prevedono l'ausilio dei nostri quadrupedi. Se viviamo in prossimità del mare quale miglior occasione dunque che ricorrere all'aiuto di professionisti qualificati ed iscriversi insieme al vostro cucciolo ad un corso di salvataggio ?? Vedere in proposito GOLDEN DA SALVATAGGIO LA SICUREZZA SULLE SPIAGGE ITALIANE

 

Buone vacanze a tutti e non dimenticate il nostro articolo

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