Il mio cane mangia la cacca

Alessandro Manduzio

Anche se è un qualcosa che non ci ha toccato direttamente sarà capitato sicuramente a tutti almeno una volta di imbattersi in racconti o lamentele più o meno rassegnate riguardo particolari abitudini "alimentari" dei rispettivi cani.

Con questo articolo affrontiamo quindi una questione che tocca molti proprietari ed attraverso delle ipotesi, cercheremo di elencare alcune cause di un comportamento che per noi umani è sicuramente inconcepibili e difficile da accettare ... ovvero il mangiare escrementi non provando alcun disgusto.

 

Partiamo dal presupposto che la coprofagia nel regno animale è una pratica comune in tante specie, vuoi come ultima risorsa di cibo, unica fonte oppure anche soltanto per integrare alcuni elementi nutritivi; dobbiamo  considerare, forse a malicuore, che per il nostro fido compagno qualche episodio rientra nella normalità.

 

La coprofagia la possiamo dividere in tre tipi

 

Auto-coprofagia quando il cane mostra preferenza per la propria

 

Un cane che vive perennemente in un giardino oppure costretto a passare la maggior parte della giornata in solitaria, con forse una passeggiata al guinzaglio al mattino ed un'altra in tarda serata, non ha materialmente la possibilità di sfogare le energie fisiche e mentali accumulate e deve trovare per forza di cose un passatempo. Tra un peluche ed una gamba di tavolo rosicchiata ecco che, soprattutto in giovanissima età quando il controllo degli sfinteri non è ancora perfetto, i propri escrementi possono diventare una valida alternativa alla monotonia.

 

Una motivazione collegata potrebbe essere una questione legata alla ricerca di attenzione. Prendiamo per esempio un cane che ha l'abitudine di abbaiare freneticamente quando si trova solo. Spesso, presi dallo sconforto, istintivamente la prima cosa alla quale pensiamo è rimproverarlo vigorosamente. L'azione ottiene sicuramente il suo effetto ma quello che non calcoliamo è il processo mentale che ne scaturisce, il nostro intervento non ha fatto altro che dargli attenzione e quindi proprio per questo potrebbe essere metabolizzato come un comportamento da ripete! Sostituiamo l'abbaio con il pasteggiare escrementi ed abbiamo un'altra possibile causa comportamentale.

 

Un'altra teoria è quella che si rifà a problemi di salute, un apparato digerente indebolito da parassitosi, pancreatite o un mal assorbimento dell'intestino non consentono al cane di saziarsi e nutrirsi a dovere e quindi potrà essere spinto a cercare una naturale integrazione nelle proprie feci attirato da fame vera e propria oppure anche solo dall'odore di residui parzialmente digeriti per colpa evidentemente di qualche patologia.

 

 

Coprofagia intraspecifica quando l interesse è rivolto verso quella di altri cani.

 

Una femmina che ha partorito da poco ha l'abitudine di mangiare gli escrementi di tutti i suoi cuccioli. Pensiamo ad un animale allo stato brado che allontanandosi in cerca di cibo, ha l'esigenza di lasciare la propria tana il più possibile priva di odori ed al sicuro da eventuali predatori nelle vicinanze e riportiamo questo atavico istinto ai nostri cani di casa.

Potremmo focalizzarci anche su un'altra spiegazione che vede il mangiare e ripulire con insistenza ed a suon di leccate i propri cuccioli per stimolarne i bisogni. In entrambi i casi questo tipo di coprofagia sarebbe da considerare un comportamento normale ma proprio in questa fase il cucciolino in questione potrebbe imparare questa abitudine dalla madre stessa. Ricordiamo che siamo in piena fase esplorativa quindi spinto dalla curiosità, dall'imitazione oppure anche dalla semplice competizione tra fratelli potrebbe essere spinto ad includere tra i suoi comportamenti abituali il mangiare feci di altri suoi simili e riprorporlo una volta arrivato nella sua nuova famiglia umana.

L' imitazione fra cani si può anche spiegare con allelomimetismo ovvero quel fenomeno per il quale in un gruppo sociale definito di elementi assumere lo stesso comportamento significa sentirsi parte di quel branco, la coprofagia infatti si può presentare in famiglie che hanno più di un cane.

Coprofagia eterospecifica quando è attratto da quella di altre specie

Mangiare feci di erbivori, ricche di fibbra non digerita, è un comportamento osservato in natura da parte di molti carnivori, ed il cane visto che rientra a pieno titolo in questa categoria non è sicuramente da meno. Ma non ci fermiamo solo a mucche o cavalli, considerando il suo sviluppatissimo olfatto questa spiegazione la possiamo evidentemente trarre dal diverso tipo di alimentazione di altre specie, e se prendiamo ad esempio quella del gatto ricchissima in proteine o (ahimè) la variegata dieta umana... ecco che il tutto diventa un invitante e profumatissimo snack includendo perfino intense sessioni di rotolamento.

 

Possiamo inoltre definire la coprofagia come un qualcosa legata anche ad un comportamento auto-rinforzante che trae appunto la sua ripetizione nel tempo dal "piacere" che ne scaturisce.

RIMEDI

Alcuni consigli generali:

  • Visita dal veterinario per escludere qualsiasi problema di natura fisica

  • Fornire una alimentazione equilibrata senza troppi extra di difficile digestione

  • Tenere sempre pulito onde evitare qualsiasi tentazione

  • Offrire valide opzioni alla noia casalinga

  • Per evitare una maggior voracità inutile inseguirlo gridandogli contro

  • Valutare l'acquisto di particolari integratori che se somministati al cane o cani (se più di uno) rendono sgradevole il consumo.

 

 

Le cause abbiamo visto possono essere molteplici e se un episodio sporadico può capitare, soprattutto in giovane età, non si può dire la stessa cosa quando il tutto assume un carattere patologico. A parte la repulsione al solo disgustoso pensiero che scaturisce in noi umani, se un cane ingerisce la propria cacca non presenta in realtà grossi rischi per la sua salute ma non si può dire altrettanto per quanto riguarda quella degli altri. Basti pensare ad esempio a feci contaminate dalla giardia (vedere articolo giardia) oppure al rischio toxoplasmosi in gatti infetti. Che fare??

Se portarlo in giro con una museruola non può essere la soluzione definitiva potremmo cercare di lavorare sul cambio di attitudine.

Quando notiamo che inizia ad avvicinarsi sempre più con il muso ai vari ricordini lasciati in giro, proviamo a richiamarlo subito a noi, a chiedergli un "seduto" ed in seguito premiarlo con cibo, complimenti o dandogli la sua pallina preferita, in questo modo cercheremo di abituarlo quindi a proporre un'azione alternativa a quella indesiderata tutte le volte che si presenterà l'occasione. Questa suggerita è soltanto un'ipotesi, ricordiamo sempre che educatori e comportamentisti sapranno certamente consigliarci al meglio su da farsi, non temiamo mai di rivolgerci a loro in situazioni considerate a prima vista  imbarazzanti o particolari perchè magari potremmo scoprire che non lo sono affatto.

 

 

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